Mi approprio della rubrica di Augias tratta da Repubblica della scorsa settimana per parlare di un "piccolo" problemino riguardo l'8 per mille alla Chiesa cattolica...
Scrive Marcella Maestranzi : "Spett. Dott Augias, tv e carta stampata pubblicizzano di destinare l'8 x mille alla Chiesa. Ho verificato le opzioni possibili e visto che oltre alla Chiesa cattolica ci sono sei scelte : una allo Stato il restante a comunità religiose. Chiedo : perchè lo Stato non si pubblicizza? E perchè la Chiesa cattolica destina 120 milioni di euro per edificare nuove chiese, (ho verificato), mentre i suoi spot fanno supporre che il gettito sia finalizzato a opere caritatevoli? "
Risponde Corrado Augias: Traggo i dati che cito dal libro appena uscito di Curzio Maltese "La questua"(Feltrinelli ed.) dove si comincia a calcolare (operazione non facile) ciò che il sottotitolo dichiara e cioè "Quanto costa la Chiesa agli italiani". Costa molto, costa più della casta politica. E tra i costi indiretti bisogna mettere anche l'8 per mille che tutti pagano, compreso chi non lo dichiara. Maltese (coadiuvato da Carlo Pontesilli e Maurizio Turco) comincia col calcolare che la campagna pubblicitaria 2005, affidata alla multinazionale Saatchi & Saatchi, è costata alla Chiesa 9 milioni di euro vale a dire il "triplo di quanto la Chiesa ha poi donato alle vittime dello Tsunami ". La brutta verità indotta da un'abile campagna promozionale, è che "credenti e non credenti sono convinti che la Chiesa usi i fondi dell'8 per mille soprattutto per la carità, in Italia e nel terzo mondo. Le due voci occupano il 90 % dei messaggi ma sono in realtà solo il 20 % della spesa reale". Inoltre il 60 % degli italiani non esprime preferenze sul suo 8 per mille. La cifra globale però viene ripartita in base alle preferenze espresse dal restante 40 %. Il risultato è che il 90 % del gettito complessivo finisce nelle casse della Chiesa : "con un meccanismo di 'voto fiscale' unico al mondo" inconcepibile perfino in altri paesi concordatari come la Spagna dove le quote non espressamente destinate rimangono alla Stato. Come è logico. In Germania per esempio lo Stato si limita a organizzare la raccolta dei cittadini che possono scegliere a quale culto destinare quella piccola parte del loro reddito. In Italia invece l'8 per mille è sottratto al gettito fiscale risolvendosi in pratica in un 'aiuto di Stato' che non solo è incompatibile con la laicità ma viola i diritti di chi appartiene a un altro culto o a nessuno culto. Ecco un altro aspetto che ci rende unici in Europa. Purtroppo.
Chi ha già letto il post ieri può notare l'aggiunta del video...vi inviterei a guardarlo perchè chiarisce ancora di più la questione...
Soprattutto, siate sempre capaci di sentire, nel profondo di voi stessi, ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. E' questa la più bella qualità di un rivoluzionario.
« Se i giovani si organizzano, si impadroniscono di ogni ramo del sapere e lottano con i lavoratori e gli oppressi, non c'è scampo per un vecchio ordine fondato sul privilegio e sull'ingiustizia. »
(Enrico Berlinguer)
una frase al giorno...
"Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi, può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita." E.Berlinguer